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giovedì 13 novembre 2014
Servizi sociosanitari nelle Marche. La lettera aperta di “Trasparenza e diritti” al presidente della giunta e all’assessore alla salute
Il testo della lettera inviata al presidente della giunta e all’assessore alla salute
lunedì 17 febbraio 2014
“Trasparenza e diritti”, ai consiglieri che hanno promosso la mozione di sospensione delle delibere
- Ai Consiglieri, Natali, Romagnoli, Acquaroli, Cardogna, Binci, Latini, Comi, Bucciarelli, Zinni, Busilacchi
- Al presidente V Commissione
Oggetto: Richiesta rispetto da parte della giunta regionale della mozione 86/2013.
Con la presente comunichiamo che purtroppo la risoluzione, approvata, su Vs proposta lo scorso 3 dicembre,
successivamente alla manifestazione promossa dalla Campagna Trasparenza e
diritti, continua, nonostante le rassicurazioni, gli impegni, le
affermazioni, ad essere disattesa.
L’ultima sorpresa è arrivata lo scorso 7 gennaio quando il
direttore dell’AV5 ha dato disposizione di applicare le norme. Ciò in rispetto
alle indicazioni dell’assessore Mezzolani, in data 28 novembre, aveva disposto
fossero sospese fino al dicembre 2013. Una vera e proprio presa in
giro.
Tutta la vicenda, che riassumiamo nella scheda allegata,
cui siete pregati di prendere visione, risulta di una gravità senza precedenti.
Per questo motivo chiediamo una nota formale con richiesta di rispetto della mozione
sia da parte dei consiglieri che della V Commissione. Impegno peraltro preso
alla presenza del presidente Comi dallo stesso Spacca nell’incontro avvenuto il
26 novembre (giorno della manifestazione).
Campagna “Trasparenza e diritti”
lunedì 23 dicembre 2013
A proposito di impegni. L’assessore Mezzolani ancora non ha inviato la nota formale di sospensione delle delibere promessa un mese fa
Nonostante
l’impegno preso nell’incontro del 28 novembre, successivo alla manifestazione del 26; nonostante la mozione approvata al Consiglio regionale il 3 dicembre che impegna la giunta a sospenderne
l’applicazione; nonostante due solleciti, inviati anche al presidente della giunta; a distanza
di circa un mese della nota formale che, l’assessore aveva affermato essere già
stata inviata all’ASUR, nessuna notizia. Nella riunione del tavolo tecnico del
18 dicembre, rassicurazioni verbali poco convincenti.
lunedì 9 dicembre 2013
Trasparenza e diritti all’ANCI Marche dopo la manifestazione del 26 novembre
Lo scorso 26 novembre si è svolta la manifestazione della Campagna “Trasparenza e diritti” per protestare contro i contenuti delle delibere 1011 e 1195 riguardanti i servizi sociosanitari. L’’assessore Mezzolani, nell’incontro successivo a quello con il presidente Spacca, ha comunicato la sospensione formale delle due delibere. Esse saranno oggetto di revisione attraverso il tavolo tecnico previsto dalla dgr 1260. La novità è che anche per la 1195 – oltre la sospensione dell’efficacia – c’è apertura rispetto alla revisione. A questo proposito auspichiamo vivamente una chiara e formale presa di posizione da parte dell’ANCI in merito, in particolare, ai contenuti della 1195 che carica su utenti e Comuni - per alcuni servizi - oneri di tipo sanitario. Dispiace che ad oggi L’Anci non si sia espresso con atti formali sui contenuti della delibera. Se non lo farà neanche da oggi in avanti, dopo che grazie alle pressioni delle tante associazioni aderenti alla Campagna è cambiato l’atteggiamento regionale, dovremo prendere atto che per i Comuni marchigiani l’assunzione di parte degli oneri di competenza sanitaria, non rappresenta alcun problema. Oltre a quelle di spettanza copriranno, dunque, tali quote senza maggiori oneri sugli utenti. Assicuriamo che in questo senso saremo particolarmente vigili (2 dicembre).
giovedì 5 dicembre 2013
Il Consiglio regionale approva una mozione che impegna la giunta alla revoca o sospensione applicativa delle delibere 1011 e 1195
Il Consiglio regionale del 3 dicembre ha approvato una risoluzione che impegna la Giunta regionale “a revocare le deliberazioni nn. 1011 del 9 luglio 2013 e 1195 del 2 agosto 2013 o, in subordine, a sospenderne l'applicazione al fine di aprire un tavolo di concertazione con le associazioni del settore, i familiari dei pazienti e i gestori delle strutture, volto a recepirne le istanze per giungere ad una riorganizzazione condivisa".
il testo della risoluzione
il testo della risoluzione
venerdì 29 novembre 2013
L’incontro con l’assessore Mezzolani dopo la manifestazione del 26
Sospensione delle delibere con atto formale comunicato all’ASUR fino alla definizione della nuova regolamentazione; riapertura del confronto oltre che sulla 1011 anche sulla 1195 riguardante gli oneri a carico della sanità e del sociale (utenti e Comune). Sono risultati importanti quelli raggiunti dalla Campagna. Ma l’obiettivo finale rimane il cambiamento del “modello assistenziale” assunto dalla 1011 e la modifica della 1195 che carica per alcuni servizi sociosanitari in maniera impropria oneri sanitari su utenti e Comuni. Dunque ... il lavoro continua
Il comunicato stampa emanato dopo l'incontro
Questa mattina (giovedì 28 novembre) l’assessore alla sanità Almerino Mezzolani, alla presenza dei dirigenti regionali e dell’ASUR ha incontrato una rappresentanza della Campagna “Trasparenza e diritti”, il movimento che martedì scorso ha manifestato davanti la sede del Consiglio regionale in difesa dei diritti delle persone non autosufficienti.
Questa mattina (giovedì 28 novembre) l’assessore alla sanità Almerino Mezzolani, alla presenza dei dirigenti regionali e dell’ASUR ha incontrato una rappresentanza della Campagna “Trasparenza e diritti”, il movimento che martedì scorso ha manifestato davanti la sede del Consiglio regionale in difesa dei diritti delle persone non autosufficienti.
sabato 23 novembre 2013
Il CNCA a sostegno della Campagna e della manifestazione del 26 novembre
Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) appoggia la manifestazione promossa, il 26 novembre, dalla campagna “Trasparenza e Diritti” davanti alla sede della Regione Marche per protestare contro due delibere emanate dall’amministrazione regionale nelle quali, da una parte, si stabilisce la creazione di grandi strutture di accoglienza rivolte indifferentemente a persone con demenza, disabili, anziani non autosufficienti e persone con disturbi mentali e, dall’altra, si aumentano in alcuni servizi – per le categorie sopra menzionate – le tariffe a carico di utenti e Comuni, riducendo gli oneri a carico della sanità regionale.
“Sappiamo bene che le Regioni faticano a sostenere le spese per il welfare”, dichiara don Armando Zappolini, presidente del CNCA, “ma non è accettabile che per far quadrare i conti si tocchino, come in questo caso, i diritti e le stesse condizioni di vita di persone che già devono affrontare situazioni assai gravi. Anche noi, al fianco della campagna Trasparenza e Diritti, chiediamo che la Regione modifichi drasticamente quanto previsto, a tal proposito, nelle due delibere. Siamo certi che ci siano altre spese che meritano di essere tagliate, invece di rifare i mega-istituti per i più indifesi, riducendone ancor più la già precaria qualità della vita. Sono scelte come queste che evidenziano la visione politica di un’amministrazione.”
leggi il comunicato stampa
“Sappiamo bene che le Regioni faticano a sostenere le spese per il welfare”, dichiara don Armando Zappolini, presidente del CNCA, “ma non è accettabile che per far quadrare i conti si tocchino, come in questo caso, i diritti e le stesse condizioni di vita di persone che già devono affrontare situazioni assai gravi. Anche noi, al fianco della campagna Trasparenza e Diritti, chiediamo che la Regione modifichi drasticamente quanto previsto, a tal proposito, nelle due delibere. Siamo certi che ci siano altre spese che meritano di essere tagliate, invece di rifare i mega-istituti per i più indifesi, riducendone ancor più la già precaria qualità della vita. Sono scelte come queste che evidenziano la visione politica di un’amministrazione.”
martedì 19 novembre 2013
L'invito di Federsolidarietà-Confcooperative Marche agli aderenti a partecipare alla manifestazione del 26 novembre
In riferimento alla manifestazione del 26 novembre davanti alla sede della Regione Marche, di cui al comunicato già inviato ieri , premesso che Federsolidarietà-Confcooperative ha aderito alla campagna “TRASPARENZA E DIRITTI” e ne condivide i contenuti, si invitano le cooperative sociali aderenti a partecipare con una delegazione di operatori e/o utenti al fine di rafforzare le potenzialità dell’iniziativa ed aumentare le possibilità di raggiungere gli obiettivi previsti.
lunedì 18 novembre 2013
Persone non autosufficienti e servizi sociosanitari. Il 26 novembre la manifestazione davanti la sede della regione Marche
Sono oltre 80 le organizzazioni regionali, che promuovono e aderiscono alla manifestazione regionale del 26 novembre, Servizi sociosanitari nelle Marche. Il 26 novembre manifestazione regionale, promossa dalla Campagna “Trasparenza e diritti”. E’ la prima volta che nelle Marche un numero così grande di organizzazioni, con un movimento dal basso, promuove una manifestazione regionale a sostegno delle esigenze e dei diritti delle persone che necessitano di interventi e servizi sociosanitari. Si tratta di associazioni di volontariato, cooperative, utenti che operano nell’ambito degli interventi rivolti a persone disabili, soggetti con disturbi mentali, anziani non autosufficienti e con demenze. La manifestazione ha ricevuto l’adesione di importanti federazioni nazionali: la federazione italiana superamento handicap (Fish), la federazione italiana paratetraplegici (Faip), il movimento italiano per la vita indipendente (Enil Italia).
leggi il comunicato stampa
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mercoledì 16 ottobre 2013
La Regione dice bugie? Le delibere sui servizi socio sanitari vengono applicate. L’assessore Mezzolani ne tiri le conseguenze
La Campagna Trasparenza e diritti e il comitato Associazioni Tutela, hanno scritto una nota alla Regione, per richiedere chiarimenti urgenti in merito al fatto che le DGR 1011 e 1195/2013 vengono applicate. “Le parole passano, le delibere restano”, era il titolo di una scheda di pochi giorni fa e infatti all’indomani del nuovo sollecito (allegato 1) dello scorso 8 ottobre, nel quale si chiedeva un intervento formale regionale di chiarimento si è constatato, non necessitava essere profeti, che le delibere si stanno applicando.
Si tratta di un fatto estremamente grave che, purtroppo, dimostra l’assenza di valore di quanto reiteratamente affermato nella riunione del 3 settembre. E’ evidente che a questo punto le parole dell’assessore dimostrano di non avere alcune credibilità. Che le delibere siano “attive” lo dimostrano le determine 720/2013 dell’ASUR e 1400/2013 del direttore AV2; la prima avente come riferimento la dgr 1011, la seconda la 1159. Ma conferma ne abbiamo avuta anche da utenti di servizi e nello specifico, come era facile immaginare, RSA anziani a gestione ASUR. Ad alcuni utenti è stato, infatti, comunicato che le recenti normative stabiliscono che la durata massima della degenza è di 60 giorni. L’affermazione è evidentemente errata, anzi falsa, ma come avevamo immediatamente fatto notare all’indomani della delibera, non era difficile interpretare (e questa appariva peraltro la volontà regionale) la tortuosa definizione regionale come una indicazione in tal senso. E’ evidente che il ricovero in RSA, che non è una post acuzie, in nessun modo può essere ricondotto entro un periodo temporale definito a priori e che evidentemente dopo i 60 giorni può prevedersi la contribuzione a carico dell’utente. E’ bene che il direttore ASUR e i direttori di Area Vasta ne siano pienamente consapevoli. Ma oltre le questioni specifiche il dato sostanziale si sta realizzando. Ed a questo punto, senza il chiarimento formale più volte richiesto, la Regione si assume la responsabilità di produrre una rottura difficilmente sanabile. Ovviamente in tutte le sedi verrà denunciata questa situazione. E’ evidente che siamo, e non solo noi, stati presi in giro.
Se l’assessore vuole recuperare una qualche credibilità, di fronte a tali fatti, deve produrre atti immediati nei quali blocca in maniera inequivocabile l’applicazione delle delibere. Non serve altro. Altrimenti chi dice e non fa, ne deve tirare le conseguenze. Richiesta che viene rivolta direttamente anche al presidente Spacca che finora non ha pronunciato una parola su questa incresciosa e amara vicenda.
Si tratta di un fatto estremamente grave che, purtroppo, dimostra l’assenza di valore di quanto reiteratamente affermato nella riunione del 3 settembre. E’ evidente che a questo punto le parole dell’assessore dimostrano di non avere alcune credibilità. Che le delibere siano “attive” lo dimostrano le determine 720/2013 dell’ASUR e 1400/2013 del direttore AV2; la prima avente come riferimento la dgr 1011, la seconda la 1159. Ma conferma ne abbiamo avuta anche da utenti di servizi e nello specifico, come era facile immaginare, RSA anziani a gestione ASUR. Ad alcuni utenti è stato, infatti, comunicato che le recenti normative stabiliscono che la durata massima della degenza è di 60 giorni. L’affermazione è evidentemente errata, anzi falsa, ma come avevamo immediatamente fatto notare all’indomani della delibera, non era difficile interpretare (e questa appariva peraltro la volontà regionale) la tortuosa definizione regionale come una indicazione in tal senso. E’ evidente che il ricovero in RSA, che non è una post acuzie, in nessun modo può essere ricondotto entro un periodo temporale definito a priori e che evidentemente dopo i 60 giorni può prevedersi la contribuzione a carico dell’utente. E’ bene che il direttore ASUR e i direttori di Area Vasta ne siano pienamente consapevoli. Ma oltre le questioni specifiche il dato sostanziale si sta realizzando. Ed a questo punto, senza il chiarimento formale più volte richiesto, la Regione si assume la responsabilità di produrre una rottura difficilmente sanabile. Ovviamente in tutte le sedi verrà denunciata questa situazione. E’ evidente che siamo, e non solo noi, stati presi in giro.
Se l’assessore vuole recuperare una qualche credibilità, di fronte a tali fatti, deve produrre atti immediati nei quali blocca in maniera inequivocabile l’applicazione delle delibere. Non serve altro. Altrimenti chi dice e non fa, ne deve tirare le conseguenze. Richiesta che viene rivolta direttamente anche al presidente Spacca che finora non ha pronunciato una parola su questa incresciosa e amara vicenda.
mercoledì 9 ottobre 2013
Servizi sociosanitari. Prima dei tavoli tecnici la Regione chiarisca sulle delibere
Il Comitato Associazioni Tutela e la Campagna Trasparenza e diritti, hanno inviato una nota di sollecito alla Regione per richiedere chiarimenti dopo le DGR 1011 e 1195/2013, non avendo ricevuto alcun tipo di riscontro alla precedente nota dello scorso 11 settembre, in cui venivano formulate specifiche richieste in merito alle delibere in oggetto.
Si ribadisce la necessità di apportare modifiche sostanziali ai contenuti degli atti approvati. In questo senso:
- la modifica della dgr 1195 è imprescindibile; l’atto non può essere lasciato così com’è in quanto, a nostro avviso, non applica in maniera corretta la normativa sui LEA. Tanto più che esso non è oggetto dei tavoli confronto. Dunque ci attendiamo che la Regione chiarisca sul punto in maniera inequivocabile;
- discorso analogo riguarda la dgr 1011, della quale avevamo chiesto l’abrogazione (è già stato dimostrato come sia stata utilizzata dall’ASUR all’interno di un accordo contrattuale). Se essa, in attesa della nuova legge sulle autorizzazioni e regolamenti applicativi, non viene applicata (e come è noto si tratta di una norma che affronta problematiche diverse), ciò deve essere dichiarato in modo inequivocabile. Peraltro il documento istruttorio della dgr 1260 - nello specifico dei moduli multidimensionali;
– non sembra adombrare alcun passo indietro;
- chiarimenti inequivocabili devono essere pertanto dati prima dell’inizio dai lavori dei tavoli tecnici della dgr 1260. E’ necessario che da subito ci sia chiarezza a riguardo, poichè questa situazione di indeterminatezza non giovi ad un confronto chiaro e trasparente.
leggi la nota
Si ribadisce la necessità di apportare modifiche sostanziali ai contenuti degli atti approvati. In questo senso:
- la modifica della dgr 1195 è imprescindibile; l’atto non può essere lasciato così com’è in quanto, a nostro avviso, non applica in maniera corretta la normativa sui LEA. Tanto più che esso non è oggetto dei tavoli confronto. Dunque ci attendiamo che la Regione chiarisca sul punto in maniera inequivocabile;
- discorso analogo riguarda la dgr 1011, della quale avevamo chiesto l’abrogazione (è già stato dimostrato come sia stata utilizzata dall’ASUR all’interno di un accordo contrattuale). Se essa, in attesa della nuova legge sulle autorizzazioni e regolamenti applicativi, non viene applicata (e come è noto si tratta di una norma che affronta problematiche diverse), ciò deve essere dichiarato in modo inequivocabile. Peraltro il documento istruttorio della dgr 1260 - nello specifico dei moduli multidimensionali;
– non sembra adombrare alcun passo indietro;
- chiarimenti inequivocabili devono essere pertanto dati prima dell’inizio dai lavori dei tavoli tecnici della dgr 1260. E’ necessario che da subito ci sia chiarezza a riguardo, poichè questa situazione di indeterminatezza non giovi ad un confronto chiaro e trasparente.
leggi la nota
mercoledì 18 settembre 2013
La Regione apre tavoli di confronto ma non sembra voler modificare né il modello assistenziale né l’applicazione dei LEA sociosanitari
Con la delibera 1260,la regione Marche apre il confronto ma non c’è alcun riferimento alla dgr 1195 di applicazione dei LEA sociosanitari; riafferma inoltre di voler favorire “l’aggregazione di moduli/strutture di di tipologia diversa in una logica multifunzionale ...”.
Non pare, dunque, siano presenti i ripensamenti auspicati ed in qualche modo annunciati dalla stessa Regione.
La Campagna ha espresso la sua posizione con lettera inviata l’11 settembre, sugli standard e modello assistenziale; modifica della 1195 di applicazione dei livelli essenziali di assistenza sociosanitaria.
Non pare, dunque, siano presenti i ripensamenti auspicati ed in qualche modo annunciati dalla stessa Regione.
La Campagna ha espresso la sua posizione con lettera inviata l’11 settembre, sugli standard e modello assistenziale; modifica della 1195 di applicazione dei livelli essenziali di assistenza sociosanitaria.
giovedì 8 agosto 2013
La Regione Marche emana la delibera applicativa dei Lea socio sanitari. Ignorate le richieste della Campagna
Lo scorso 2 agosto la Regione ha deliberato l’applicazione regionale dei Livelli essenziali delle
prestazioni sociosanitarie, nei servizi diurni e residenziali riguardanti:
anziani non autosufficienti, disabilità, salute mentale.
Come avevano ampiamente
anticipato, in considerazione dei contenuti della dgr 1011/2013, la ripartizione delle quote non è, come titola la
delibera, “in conformità a quanto disposto dal DPCM 29.11.2001”; si tratta invece di una interpretazione funzionale ad
una riduzione di oneri a carico del settore sanitario, con conseguente aumento
di quelli sociali (Comuni e utenti). Tesi, evidentemente, non condivisa
dall’assessore ai servizi sociali, Viventi, che ha approvato l’atto.
Bisognerà
ora verificare l’impatto – come indica la stessa delibera – sui Comuni e sugli
utenti. Per parte nostra riteniamo che maggiori oneri sociali (utenti/comuni),
non riguardano solo l’area della disabilità, come indica la delibera -
La Campagna
aveva formulato precise richieste (v. link qui d seguito), che evidentemente non sono state accolte.La delibera regionale
La posizione della Campagna
martedì 23 luglio 2013
Persone non autosufficienti: la Regione Marche rivuole gli Istituti
Comunicato stampa
CAT - COMITATO ASSOCIAZIONI TUTELA CAMPAGNA “TRASPARENZA E DIRITTI”
CAT - COMITATO ASSOCIAZIONI TUTELA CAMPAGNA “TRASPARENZA E DIRITTI”
Nella delibera con la quale, nei giorni scorsi, la regione Marche ha definito lo standard di personale nei servizi per la salute mentale, anziani non autosufficienti, persone con demenza e disabili, ha disposto anche che ogni residenza non deve ospitare meno di 20 persone. Si prevede l’accorpamento con altri moduli così che ogni struttura abbia una capacità recettiva non inferiore a 40-60 posti. Si auspica, inoltre, la coesistenza all’interno della stessa struttura di servizi rivolti diverse tipologie di utenti (salute mentale, disabili, anziani).
Si tratta di un vero e proprio colpo di mano rispetto alle indicazioni della normativa regionale, che in particolare nei servizi residenziali per disabilità e salute mentale ha sempre privilegiato la prospettiva inclusiva: piccole residenze a dimensione familiare inserite nei normali contesti abitativi. Piccole residenze che peraltro, con gli standard di personale previsti, diventerebbero dal punto di vista gestionale, insostenibili.
giovedì 11 luglio 2013
Persone non autosufficienti. La delibera della regione Marche sugli standard assistenziali. Minori spese a carico della sanità e maggiori per gli utenti
comunicato stampa CAT - Comitato associazioni Tutela - Campagna “Trasparenza e diritti”
La delibera con la quale, nei giorni scorsi, la regione Marche ha definito lo standard di personale nei servizi per la salute mentale, anziani non autosufficienti, persone con demenza e disabili, crea le condizioni per una applicazione della normativa sui livelli essenziali di assistenza funzionale al contenimento dei costi della sanità ed all’aumento di quelli a carico degli utenti. Pesanti saranno le ripercussioni su utenti e comuni.
La delibera con la quale, nei giorni scorsi, la regione Marche ha definito lo standard di personale nei servizi per la salute mentale, anziani non autosufficienti, persone con demenza e disabili, crea le condizioni per una applicazione della normativa sui livelli essenziali di assistenza funzionale al contenimento dei costi della sanità ed all’aumento di quelli a carico degli utenti. Pesanti saranno le ripercussioni su utenti e comuni.
martedì 19 marzo 2013
Conferenza stampa "Campagna Trasparenza e diritti" - 15 marzo 2013
| da sinistra: Roberto Frullini, Fabio Ragaini, Samuele Animali, Giuseppe Buondonno, Daniele Gigli |
Rassegna stampa
Resto del Carlino: L'appello di 60 associazioni alla regione. "Regole e diritti per i servizi sociosanitari"
Corriere Adriatico: "Welfare, regole chiare". Associazioni e Comuni chiedono uniformità nell'erogazione dei servizi
Ancona Today: Marche: assistenza ai disabili senza regole, la protesta del terzo settore
Superando: Sembra finalmente avviarsi il dialogo con la Regione Marche
venerdì 15 marzo 2013
Conferenza stampa della Campagna “Trasparenza e diritti”
I bisogni ed i diritti delle persone non autosufficienti e le mancate risposte regionali*
*Dalla Regione, pochi minuti prima, l’inizio della Campagna è arrivata
la comunicazione di una immediata disponibilità ad un incontro che i
rappresentanti della Campagna hanno prontamente accolto.
Ha visto una importante partecipazione la Conferenza stampa, svoltasi in data odierna, nella quale la Campagna “Trasparenza e diritti”, ha fatto il punto del lavoro di questi primi otto mesi di lavoro. Alla Campagna hanno aderito oltre 60 organizzazioni del terzo settore (associazioni di volontariato, di utenti, di promozione sociale, cooperative, operatori) della regione Marche, tra queste più di 10 federazioni regionali (dal Coordinamento regionale delle comunità di accoglienza alle centrali delle cooperative, Federsolidarietà e Legacoop sociali, Dalla Unione delle Istituzioni di assistenza, alle più importanti federazioni delle associazioni dei malati), una Provincia (Fermo), cinque Comuni (Jesi, Falconara, Senigallia, Ascoli Piceno, Maiolati Spontini), un Ambito territoriale (Jesi), l’Ufficio del difensore civico regionale. Nei prossimi giorni si pronunceranno sulla Campagna i Consigli comunali di Macerata e di Pesaro.
lunedì 11 marzo 2013
Comunicato stampa
Campagna “Trasparenza e diritti”
per la regolamentazione dei servizi socio sanitari e l’applicazione dei livelli essenziali di assistenza nelle Marche
Oltre 60 organizzazioni marchigiane in rappresentanza di utenti, operatori, volontari, cooperative
con l’adesione dei Comuni di Ascoli Piceno, Falconara Marittima, Jesi, Maiolati Spontini, Senigallia, la Provincia di Fermo, l’Ambito Sociale 9, l’Ufficio del Difensore Civico regionale
per presentare
La situazione dei servizi sociosanitari domiciliari, diurni e residenziali
per soggetti con grave disabilità, disturbi psichici, persone con demenza e anziani non autosufficienti, ed in particolare: le difficoltà di accesso ai servizi, le rette a carico degli utenti, l’indefinizione delle quote a carico dei servizi sanitari e sociali, le regole di funzionamento, le figure professionali
per denunciare
l’indifferenza della regione Marche alle richieste delle associazioni che da oltre 5 mesi attendono un primo confronto
Interverranno
I componenti della Campagna in rappresentanza
delle associazioni di utenti, operatori, volontari, cooperative, enti locali
Per informazioni: 0731-703327, 320.8869387, 393.9046151
Per arrivare 393.9046151
Il testo dell’appello
9 marzo 2013
Campagna “Trasparenza e diritti”
per la regolamentazione dei servizi socio sanitari e l’applicazione dei livelli essenziali di assistenza nelle Marche
Oltre 60 organizzazioni marchigiane in rappresentanza di utenti, operatori, volontari, cooperative
con l’adesione dei Comuni di Ascoli Piceno, Falconara Marittima, Jesi, Maiolati Spontini, Senigallia, la Provincia di Fermo, l’Ambito Sociale 9, l’Ufficio del Difensore Civico regionale
per presentare
La situazione dei servizi sociosanitari domiciliari, diurni e residenziali
per soggetti con grave disabilità, disturbi psichici, persone con demenza e anziani non autosufficienti, ed in particolare: le difficoltà di accesso ai servizi, le rette a carico degli utenti, l’indefinizione delle quote a carico dei servizi sanitari e sociali, le regole di funzionamento, le figure professionali
per denunciare
l’indifferenza della regione Marche alle richieste delle associazioni che da oltre 5 mesi attendono un primo confronto
Interverranno
I componenti della Campagna in rappresentanza
delle associazioni di utenti, operatori, volontari, cooperative, enti locali
Per informazioni: 0731-703327, 320.8869387, 393.9046151
Per arrivare 393.9046151
Il testo dell’appello
9 marzo 2013
venerdì 15 febbraio 2013
La Campagna “Trasparenza e diritti” per la regolamentazione dei servizi socio sanitari nelle Marche da oltre cinque mesi attende la convocazione da parte della Regione
Oltre 60 organizzazioni del terzo settore (associazioni di volontariato, di utenti, di promozione sociale, cooperative, operatori) della regione Marche, tra queste più di 10 federazioni regionali (dal Coordinamento regionale delle comunità di accoglienza alle centrali delle cooperative, Federsolidarietà e Legacoop sociali, Dalla Unione delle Istituzioni di assistenza, alle più importanti federazioni delle associazioni dei malati), una Provincia (Fermo), cinque Comuni (Jesi, Falconara, Senigallia, Ascoli Piceno, Maiolati Spontini), un Ambito territoriale (Jesi), l’Ufficio del difensore civico regionale. Nei prossimi giorni si pronunceranno a sostegno della Campagna altri importanti Consigli Comunali della Regione. Un proficuo incontro si è svolto anche con le segreterie regionali confederali e con le federazioni dei pensionati al fine di verificare possibili iniziative comuni. Una Campagna che ha preso avvio con la sottoscrizione di un appello nel quale si chiede alla Regione Marche di applicare la normativa nazionale sui livelli essenziali di assistenza e di regolamentare – in maniera partecipata – i servizi socio sanitari rivolti alle fasce più deboli della popolazione: persone con grave disabilità, soggetti con demenza o problematiche psichiatriche, anziani malati non autosufficienti.
Dopo un primo incontro avuto ai primi di ottobre 2012, con l’assessore alla salute, Mezzolani, il quale riconosciute le difficoltà presenti si era impegnato ad un primo confronto da realizzarsi entro lo stesso mese, da parte della Regione non c’è più stata alcuna convocazione. Intanto cresce l’adesione alla Campagna, anche da parte degli enti locali che si trovano spesso ad assumere oneri che in base alla normativa sui livelli essenziali di assistenza dovrebbero essere di competenza del servizio sanitario.
Dopo un primo incontro avuto ai primi di ottobre 2012, con l’assessore alla salute, Mezzolani, il quale riconosciute le difficoltà presenti si era impegnato ad un primo confronto da realizzarsi entro lo stesso mese, da parte della Regione non c’è più stata alcuna convocazione. Intanto cresce l’adesione alla Campagna, anche da parte degli enti locali che si trovano spesso ad assumere oneri che in base alla normativa sui livelli essenziali di assistenza dovrebbero essere di competenza del servizio sanitario.
domenica 7 ottobre 2012
L'assessore alla salute della regione Marche si impegna ad aprire un tavolo di confronto con la Campagna “Trasparenza e diritti” entro il mese di ottobre
Dopo l’incontro con la V Commissione Consiliare prosegue il lavoro della Campagna “Trasparenza e diritti”. Nell’incontro del 5 ottobre con l’assessore alla salute della regione Marche, Almerino Mezzolani, i promotori della Campagna hanno presentato le richieste contenute nell’appello promosso da 44 organizzazioni della regione e con l’adesione di altre 15 organizzazioni.
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