lunedì 31 marzo 2014

Servizi sociosanitari. Osservazioni al documento sul fabbisogno

              In riferimento al documento sul fabbisogno, abbiamo già avuto modo di segnalare,  (vedi nota), l’indispensabilità che la sua analisi sia successiva allo scioglimento di alcuni nodi contenuti nelle delibere 1011 e 1195.
La questione è nota. Le richieste avanzate, non solo le nostre, chiedono modifiche sia riguardo gli standard (1011) che in merito alla ripartizione degli oneri (1195). Ipotizzare dunque una definizione del fabbisogno senza aver sciolto questo aspetto diventa impossibile e anche fuorviante.
Ciò, come vi è noto riguarda, solo per fare alcuni esempi:
-         la doppia tipologia (legge 20/02) di centro diurno disabili (uno con previsione di standard e uno no; uno con ripartizione secondo i LEA e altro con contributo forfettario)
-         il centro diurno per minori disabili (che noi chiediamo debba essere eliminato)
-         I due centri diurni per anziani non autosufficienti (uno con previsione di standard e uno no; uno con ripartizione secondo i LEA e altro con contributo forfettario)
-         La funzione della RSA anziani e demenze
-         Le diverse tipologie di residenzialità in tema di salute mentale (in riferimento agli standard previsti e alla ripartizione degli oneri).
-         La comunità socio educativa riabilitativa (sia riguardo a standard che a ripartizione).
Sciolti questi nodi, ogni servizio dovrà rispondere coerentemente alla sua funzione (coerenza tra autorizzazione e funzione). Come è noto oggi per molte tipologie di servizio ciò non accade (autorizzazione per disabilità e utilizzo per salute mentale; autorizzazione per accoglienza abitativa, utilizzo per funzione sociosanitaria) e questo provoca una lettura falsata della attuale situazione dell’offerta.

Torniamo, pertanto, ancora una volta a chiedere una previa e vera discussione sui punti che sono stati oggetto delle proteste successive alla approvazione delle delibere e che hanno determinato la riapertura del confronto attraverso la costituzione del Tavolo.



Campagna, Trasparenza e diritti


Comitato Associazioni Tutela (CAT)

23 marzo 2014

lunedì 24 febbraio 2014

Servizi sociosanitari nelle Marche. La replica di Cgil, Cisl, Uil, a “Trasparenza e diritti”

A seguito della nota, della Campagna “Trasparenza e diritti”, nella quale si analizzava e commentava il contenuto del comunicato stampa del 17 febbraio riguardante il “Protocollo programmatico per la riorganizzazione del servizio sociosanitario”, sottoscritto da Regione Marche e segreterie regionali di Cgil, Cisl, Uil, le stesse organizzazioni hanno predisposto (all.1)  la lettera aperta che, di seguito, riportiamo, insieme alla risposta (all. 2)  della Campagna “Trasparenza e diritti” e del Comitato Associazioni Tutela (CAT). Per le segreterie regionali di Cgil, Cisl, Uil, le delibere “sono e devono restare al momento inapplicabili. Si invece all' avvio di una fase di confronto sui regolamenti, aperta anche a quelle associazioni di tutela che vorranno responsabilmente apportare un contributo”. Questo, il testo integrale del protocollo.

L’applicazione della regione Marche della normativa sui LEA sociosanitari

Un approfondimento sui contenuti della dgr 1195/2013 e sugli adempimenti ministeriali in tema di livelli essenziali.
leggi l'approfondimento

mercoledì 19 febbraio 2014

Servizi sanitari e sociosanitari nelle Marche. Sul protocollo Regione Marche - Segreterie regionali Cgil, Cisl, Uil

Sono gravi le omissioni e le inesattezze  contenute nell’accordo “programmatico per la riorganizzazione del servizio sociosanitario” tra Regione Marche e Cgil, Cisl, Uil, presentato alla stampa lo scorso 17 febbraio. 
Il silenzio più grave riguarda qualsiasi riferimento ai contenuti delle delibere regionali 1011 e 1195 su standard, criteri tariffari e ripartizione degli oneri tra settore sanitario e sociale. Grave perché l’accordo entra direttamente sulle problematiche di questi interventi che riguardano almeno 15.000 utenti e che ha visto una mobilitazione mai vista di tantissime organizzazioni, una imponente manifestazione regionale, la richiesta alla giunta da parte del Consiglio regionale di ritiro delle delibere. Tutto questo mentre tra palesi ambiguità e inutili tavoli tecnici la Regione cerca in modo gattopardesco di applicare quelle delibere di cui ha dichiarato ripetutamente la non applicazione.
per approfondimenti  

lunedì 17 febbraio 2014

“Trasparenza e diritti”, ai consiglieri che hanno promosso la mozione di sospensione delle delibere

- Ai Consiglieri, Natali, Romagnoli, Acquaroli, Cardogna, Binci, Latini, Comi, Bucciarelli, Zinni, Busilacchi

- Al presidente V Commissione

Oggetto: Richiesta rispetto da parte della giunta regionale della mozione 86/2013. 

Con la presente comunichiamo che purtroppo la risoluzione, approvata, su Vs proposta lo scorso 3 dicembre, successivamente alla manifestazione promossa dalla Campagna Trasparenza e diritti, continua, nonostante le rassicurazioni, gli impegni, le affermazioni, ad essere disattesa.
L’ultima sorpresa è arrivata lo scorso 7 gennaio quando il direttore dell’AV5 ha dato disposizione di applicare le norme. Ciò in rispetto alle indicazioni dell’assessore Mezzolani, in data 28 novembre, aveva disposto  fossero sospese  fino al dicembre 2013. Una vera e proprio presa in giro.
Tutta la vicenda, che riassumiamo nella scheda allegata, cui siete pregati di prendere visione, risulta di una gravità senza precedenti.
Per questo motivo chiediamo una nota formale con richiesta di rispetto della mozione sia da parte dei consiglieri che della V Commissione. Impegno peraltro preso alla presenza del presidente Comi dallo stesso Spacca nell’incontro avvenuto il 26 novembre (giorno della manifestazione).

Campagna “Trasparenza e diritti”

venerdì 24 gennaio 2014

Dopo le delibere della regione Marche sui servizi sociosanitari. Gli atti, le parole, i fatti

Trasparenza e diritti, ripercorre le vicende delle delibere sui servizi sociosanitari e della loro applicazione. Ognuno potrà farsi un’opinione sulla vicenda ed i suoi protagonisti. Una storia di impegni disattesi e promesse non mantenute. Di comunicazioni promesse e mai effettuate. Una inaffidabilità regionale che porta la Campagna a riprendere la mobilitazione ed a sospendere la partecipazione al tavolo di confronto.

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