giovedì 9 aprile 2015

Ci riguarda. Perché oggi era fondamentale esserci

Circa 200 persone hanno manifestato su iniziativa della Campagna “Trasparenza e diritti” e del “Comitato Associazioni Tutela”, oggi in occasione della seduta del Consiglio regionale con all'ordine del giorno l’esame e la votazione della variazione di bilancio 2015. Un presidio per denunciare il taglio pesantissimo dei fondi regionali sociali. Qui, un sinottico con i fondi 2015 rapportati con quelli 2014. Una situazione come denunciato in occasione della promozione della manifestazione inaccettabile e insostenibile. Accanto alla cancellazione  del taglio le associazioni hanno chiesto una radicale modifica della impostazione della bozza riguardante il fondo solidarietà, che rischia, invece di alleviare, di aumentare gli oneri a carico degli utenti dei servizi sociosanitari (disabilità, demenze, salute mentale, anziani non autosufficienti).   Vedremo nell’uno e nell’altro caso se nei pochi giorni rimasti per la fine della legislatura ci saranno le risposte attese. “Trasparenza e diritti” e Comitato Associazioni Tutela, monitoreranno, valuteranno e verificheranno. Se, come già è stato fatto notare, tra pochi giorni finisce la legislatura, non hanno termine le esigenze delle persone.

Il video



lunedì 6 aprile 2015

Taglio al fondo sociale. Non si poteva fare di più, come afferma Spacca, o non si poteva fare di peggio? Bilancio 2015. La proposta della giunta conferma il sostanziale azzeramento dei fondi sociali. La manovra in Consiglio giovedì prossimo per approvazione definitiva Appuntamento giovedì 9 aprile alle 10.00 nella sede del Consiglio regionale contro la manovra regionale

La proposta di bilancio regionale 2015 (pdl 266), conferma  le peggiori previsioni rispetto al bilancio 2015 riferito ai servizi sociali. Si tratta di un sostanziale azzeramento del fondo*. Nel comunicato stampa del presidente Spacca successivo alla approvazione del Bilancio si affermava “È un atto di grande responsabilità e di estrema correttezza che recupera marginalità del bilancio e risorse accantonate o premialità che avrebbero dovuto essere spese ad esempio per la sanità ma vengono impiegate nel sociale, consentendo di mantenere gli impegni più urgenti assunti negli incontri avuti con le parti sociali”. Invisibile la responsabilità al pari delle risorse che verrebbero impiegate nel sociale. L’unica cosa tangibile e verificabile è il mancato rifinanziamento di leggi regionali riguardanti persone con disabilità, infanzia, famiglia, detenuti, insieme ad altri interventi sociali. Una situazione di assoluta insostenibilità, invisibile solo a quanti non si rendono conto degli effetti su migliaia di cittadini fragili che hanno assoluta necessità di interventi e servizi sociali e sociosanitari. 
Il rimando, da parte del presidente Spacca, ad una successiva manovra del nuovo governo regionale è lontana dall’apparire un atto di responsabilità, appare invece l’ennesimo tentativo di scaricare su altri le proprie responsabilità. Altri che tenteranno poi  di dire che la colpa non è la loro ma di chi c’era prima; oltre che del governo nazionale, della cui compagine quello regionale fa parte. 
Non cadremo in questa trappola. All’assemblea chiediamo una modifica sostanziale della pdl della giunta attraverso il recupero delle quote di bilancio degli interventi che tutelano le categorie più deboli (minori, disabili, sostegno al reddito, ecc..) ed i fruitori dei servizi sociosanitari (domiciliari, diurni e residenziali) insieme ad una radicale modifica della bozza di delibera su fondo solidarietà e accordo contrattuale. 
Per questo motivo giovedì 9 presidieremo il Consiglio regionale con l’obiettivo di far modificare la proposta ma anche di denunciare le ambiguità e responsabilità regionali 

Giovedì 9 aprile, ore 10.00, in Consiglio regionale per 
- chiedere modifiche alla legge di bilancio 
- rivedere la bozza di delibera su fondo solidarietà per evitare aumento rette a carico degli utenti

Qui, la pdl 266 della giunta; si può confrontare lo stanziamento 2015 con quello 2014, con riferimento alle tabelle di finanziamento regionale. 

lunedì 30 marzo 2015

Ripristino Fondo sociale. Adesione al presidio di Cgil, Cisl e Uil. Ma per evitare rette “insostenibili per disabili e anziani” bisogna modificare la proposta regionale su fondo solidarietà e accordo contrattuale

Piena adesione al presidio regionale di Cgil, Cisl, Uil e previsto per martedì 31 marzo in concomitanza con il Consiglio regionale, volto ad evitare i pesantissimi tagli al bilancio regionale anche nel settore sociale, con gravissime ricadute sul sistema dei servizi. Il taglio paventato sarebbe, come è chiaro, inaccettabile e insostenibile. Una riduzione che andrebbe a colpire proprio le fasce di popolazione più deboli, già pesantemente penalizzate dalla crisi di questi anni.

Ma il ripristino del fondo sociale non garantisce che gli aumenti delle rette  scattati  da gennaio 2015 (in alcuni casi già in vigore, in altri no), che gravano su migliaia di utenti dei servizi diurni e residenziali sociosanitari (disabilità, demenze, salute mentale, anziani non autosufficienti), vengano coperti dai fondi regionali che verrebbero trasferiti ai Comuni con il cosiddetto fondo di solidarietà. Ad esempio, solo per le residenze sanitarie per anziani da gennaio si è avuto un aumento del 30%, pari a 285 euro mese. La bozza della delibera, che verrà approvata dopo la variazione di bilancio, non garantisce in alcun modo tutti gli utenti che si sono visti aumentare le rette a loro carico. Gli utenti di alcune  tipologie di servizio non ne potranno usufruire. I criteri di  esenzione e contribuzione verranno ancora definite dai Regolamenti di ogni singolo Comune, lasciando così permanere una situazione di disomogeneità ed incoerenza.

Se non verrà modificata, confermerà la totale situazione di discrezionalità dei regolamenti comunali e facilmente si trasformerà in un canale di compensazione per i Comuni, e non un sostegno agli utenti per il pagamento delle rette. Anche la bozza di accordo contrattuale apre la strada alla possibilità che i soggetti gestori possano aggiungere (a fronte della riduzione dei finanziamenti o per ragioni mercantilistiche) prestazioni  a pagamento oltre le rette già previste.

Appare dunque indispensabile che, a fianco del ripristino del fondo sociale nel bilancio 2015, si modifichino le bozze di questi provvedimenti. Perché se anche gli oltre 30 milioni di euro per i servizi sociali del bilancio 2014 venissero confermati, ma non muterà l’impianto della delibera, verrà comunque confermato l’insostenibile aumento delle rette a carico degli utenti che fruiscono dei servizi sociosanitari (insieme all’abbassamento degli standard di qualità). Servizi che, vale la pena ricordarlo, rientrano all’interno dei livelli essenziali delle prestazioni sociosanitarie che servizio sanitario ed enti locali, è bene che non lo dimentichino, devono assicurare ai cittadini. 

mercoledì 25 marzo 2015

NON SI METTA LA PAROLA FINE AI SERVIZI SOCIALI NELLE MARCHE

25 marzo 2015

             -          Presidente e componenti Giunta regionale
             -          Consiglieri regionali
 E p.c.  -     Parlamentari Marche
           


         Se venisse confermata l’ipotesi di un taglio del 50% del fondo sociale regionale, per una cifra pari a 15-18 milioni di euro si segnerebbe un punto di non ritorno non solo riguardo la riduzione o l’azzeramento della gran parte dei servizi, ma anche rispetto agli assetti organizzativi degli Ambiti territoriali.
         Una situazione insostenibile per l’intero settore con ricadute pesantissime sugli utenti dei servizi.
         Per l’ennesima volta, ci appelliamo alla responsabilità di Giunta e Consiglio, affinché non si determini la situazione prospettata che segnerebbe una rottura del patto di solidarietà che lega i cittadini di questa nostra Regione.
        
                                                           Per le associazioni
                  Roberto Frullini, Fabio Ragaini, Giorgia Sordoni, Samuele Animali


domenica 15 marzo 2015

Regione Marche. No al taglio del Fondo sociale e radicale modifica della delibera sul fondo di solidarietà

Nei prossimi giorni vedremo se effettivamente la regione Marche e l’intera maggioranza che sostiene il governo regionale sostiene le fasce più deboli della popolazione che necessitano di interventi sociali e sociosanitari. 
Come abbiamo già scritto nessuna rassicurazione è venuta circa il paventato taglio di diversi milioni di euro a carico del fondo sociale con il quale si finanziano interventi rivolti a minori, disabili, anziani, persone e famiglie povere. Un taglio che determinerebbe una ulteriore riduzione dei servizi rivolti ai cittadini più deboli. Un taglio inaccettabile e insostenibile. Chiamati più volte in causa, né il presidente Spacca, né l’assessore Viventi rispondono. Una risposta che ci attendiamo anche dal segretario del partito di maggioranza, Comi,  e dal candidato governatore Ceriscioli. Gli atti amministrativi dimostreranno se e quanto l’attuale governo regionale tiene ai soggetti più in difficoltà. 
La seconda fonte di preoccupazione riguarda un’altra delibera, il cosiddetto fondo di solidarietà,  che verrà approvata nei prossimi giorni dalla giunta regionale. Il fondo dovrebbe sostenere le maggiori spese di utenti (disabilità, anziani, demenze, salute mentale) e Comuni dopo la riduzione del finanziamento sanitario in alcuni servizi diurni e residenziali. La bozza, mai inviata nonostante le reiterate promesse alle rappresentanze degli utenti, si presenta come un gran pasticcio e desta grandissima preoccupazione perché impedisce una contribuzione omogenea in tutto il territorio regionale con regole certe per i cittadini, non prevede esenzione alla contribuzione per le persone che non hanno redditi, non include tutti i potenziali beneficiari e in alcuni casi prevede (invece di ridurli) maggiori oneri per gli utenti. 
 Su entrambe le questioni, rilevantissime per migliaia di cittadini e loro familiari, ci aspettiamo, da subito, segnali inequivocabili a tutela delle persone. 


campagna trasparenza e diritti 
comitato Associazioni tutela