lunedì 14 dicembre 2015

Marche. Sono legittimi i criteri di utilizzo del fondo nazionale non autosufficienze 2015?

E’ di 11,34 milioni euro, la quota 2015 del fondo nazionale non autosufficienze (FNNA) destinata alle Marche per interventi a favore delle persone non autosufficienti. La Regione, nei criteri di utilizzo, ne destina parte anche per funzioni (personale degli Ambiti territoriali) non destinatarie del finanziamento. Un recepimento che si ritiene illegittimo. La scheda descrive i contenuti dei decreti di riparto del fondo nazionale non autosufficienze per gli anni 2014 e 2015 (evidenziandone le differenze)  e di come, la regione Marche li ha recepiti. Il contenuto del programma di attuazione è strettamente collegato con la delibera di trasferimento di fondi ai Comuni che prevede un fondo di riequilibrio di circa 7,4 milioni di euro (65% del fondo) alimentato, proprio,  dal FNNA 2015. 

domenica 29 novembre 2015

La regione Marche rispetti i criteri di utilizzo delle risorse fondo nazionale per le persone non autosufficienti. I fondi sono destinati per interventi e servizi alle persone e non per pagare il personale degli Ambiti territoriali sociali

All’indomani della delibera regionale (963/2015) che trasferisce  fondi ai Comuni per gli interventi sociali, le nostre associazioni avevano denunciato, insieme al mancato rifinanziamento del  fondo sociale regionale, l’utilizzo di parte del fondo nazionale per le non autosufficienze per il cosiddetto “fondo di riequilibrio” .
Una sostanziale forma di compensazione ai Comuni per il mancato trasferimento, nel 2015, di fondi regionali per il sostegno alla gestione Ambiti territoriali. 

venerdì 20 novembre 2015

Le richiesta a Consiglio Autonomie Locali e IV Commissione Consiliare sulla dgr 963/2015

-    Componenti CAL Marche
                                                    -    Presidente e componente IV Commissione


Oggetto: Vostro parere su DGR 963/2015. 


In riferimento alla dgr in oggetto, che attende vostro parere, si segnala -  che nel pur positivo trasferimento di fondi per interventi sociali dei Comuni riferiti all’annualità 2015 – il mancato ripristino del fondo sociale, fermo a 1,2 milioni (l.r.16/2015). Dunque l’azzeramento di fondi regionali a sostegno degli interventi sociali. Un fatto che non può essere ascrivibile ad alcuna ineluttabilità. Le scriventi associazioni ritengono tale fatto di estrema gravità, in un quadro, peraltro, di mancanza di rassicurazione rispetto al prossimo 2016.
Si segnala inoltre che il previsto fondo di riequlibrio per i comuni, con le indicazioni stabilite in delibera, utilizza il FNNA vincolato (decreto 14 maggio 2015, art. 2 e 3) per interventi e servizi rivolti a persone non autosufficienti e non per altre funzioni.
Si chiede pertanto che il vostro parere tenga conto di quanto
        

         cordiali saluti
Campagna Trasparenza e diritti

Comitato Associazioni Tutela  

giovedì 19 novembre 2015

Il trasferimento di fondi sociali ai Comuni. Non può e non deve essere ineluttabile la fine del fondo sociale regionale

Con la dgr 963/2015,   la regione Marche ha rifinanziato per il 2015,  alcune leggi regionali sociali, per le quali nel bilancio 2015 non erano stati assegnati fondi. Il trasferimento avviene tramite utilizzo di fondi nazionali (utilizzo biennalità 2014/15) e fondi sanitari.  Viene pertanto confermato l’azzeramento del fondo sociale regionale. L’azzeramento del fondo non può che essere  considerato un fatto di straordinaria gravità che non può essere mitigato dal trasferimento di fondi ai Comuni a sostegno dei servizi erogati, nel 2015. Senza una forte pressione dal basso pare difficile evitare che l’azzeramento non diventi strutturale. 

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sabato 14 novembre 2015

Finanziamento interventi sociali 2015 . Arrivano fondi ai Comuni ma scompare il fondo sociale regionale

La delibera,  Marche. La dgr di ripristino del fondo sociale 2015 della regione Marche con la quale si finanziano interventi sociali dei Comuni  per l’anno 2015 permette per alcune aree di intervento (in particolare disabilità e minori fuori famiglia)  di non tagliare servizi comunali e dunque mantenere i servizi (ed è una buona notizia), ma conferma l’azzeramento (sostanziale) del fondo sociale regionale (ed è una cattiva notizia). 

sabato 7 novembre 2015

Quote sociali nelle RSA disabili dopo DGR 1331. Chiesto intervento regionale

5 novembre 2015


-      Assessore sanità e servizi sociali regione Marche 
 E. p.c.  -    Dirigente Servizio salute
                                                                        -    Dirigente Servizi sociali
                                                                        -    Presidente IV Commissione
                                                                        -    Presidenti Comitati Sindaci


Oggetto: Quote sociali RSA disabili dopo applicazione dgr 1331. Richiesta di intervento.  


Negli ultimi giorni alle nostre associazioni sono giunte numerose segnalazioni di familiari di utenti ricoverati in alcune RSA disabili che hanno ricevuto fatture, con decorrenza gennaio 2015,  per diverse migliaia di euro per il pagamento delle quote alberghiere introdotte, da ultimo, con dgr 1331/2014 (36 euro al giorno  per i mesi corrispondenti).
Siamo al paradosso che alcune famiglie sono state indirizzate alle nostre associazioni, dagli stessi Comuni di residenza!
Non è difficile immaginare in quale stato di abbandono si vengono a trovare le famiglie che si trovano, da sole, ad affrontare una situazione del genere.
Chiediamo pertanto che in tempi rapidissimi vogliate far fronte a tale situazione, che, come ben sapete, non avrebbe dovuto verificarsi e che non si può scaricare, senza far finta di nulla, sull’anello più debole della catena.
Restiamo in attesa di un celere riscontro  

         cordiali saluti

Per TeD e CAT


Roberto Frullini, Fabio Ragaini

martedì 20 ottobre 2015

Come è cambiata la mia vita con l’assistenza personale autogestita

Intervento di Angelo Larocca al seminario “Le politiche ed i servizi. Persone al centro”, promosso dalla Campagna Trasparenza e diritti

il testo 

martedì 13 ottobre 2015

Senigallia, presentazione del libro DOVE SONO I FORTI,DOVE I DEBOLI - martedì 27 ottobre

Presentazione del libro DOVE SONO I FORTI, DOVE I DEBOLI.
I servizi sociosanitari nelle Marche
MARTEDI’ 27 OTTOBRE ORE 17
Sala Conferenze della Biblioteca Antonelliana di Senigallia, Via Manni 1

scarica il volantino 

mercoledì 7 ottobre 2015

Ripristino del Fondo sociale regionale 2015. Mantenere le promesse se si vuole davvero garantire i servizi

Sembra non aver fine la vicenda del fondo sociale regionale per il 2015. Una storia davvero infinita. Nel bilancio 2015 la precedente giunta aveva sostanzialmente azzerato il finanziamento regionale pari ad oltre 30 milioni di euro. La nuova amministrazione ed il suo presidente si sono impegnati formalmente per il recupero dei 30 milioni mancanti ma a ridosso dell’approvazione della variazione di bilancio il recupero sembra di gran lunga inferiore. 

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venerdì 25 settembre 2015

Fondo sociale regionale. Bilancio 2015. Non si giochi con i numeri. Il presidente mantenga le promesse

Come avevamo purtroppo paventato sono alquanto preoccupanti le notizie che giungono dalla regione Marche in merito al ripristino del fondo sociale regionale per il 2015. L’impressione è che si sia cominciato un gioco di numeri che ci rimanda ai mesi precedenti la chiusura della precedente legislatura. Non vorremmo ritrovarci allo “Spacca 2”.

lunedì 21 settembre 2015

Fondo sociale regionale. Bilancio 2015 I conti non tornano

Secondo il presidente della Commissione Bilancio, Francesco Giacinti, “per coprire i fabbisogni legati al sociale occorrono 14 milioni di euro che verranno stanziati con l’assestamento”, (nota ANSA, 18 settembre).
I conti non tornano  alla Campagna “Trasparenza e diritti” che nei giorni scorsi aveva lanciato l’allarme, circa l’entità del ripristino.
Come è noto nel bilancio 2015 per i servizi sociali mancavano circa 34 milioni di risorse regionali dei circa 64 complessivi. 30 dei quali derivanti da fondi nazionali. I 14 milioni indicati, cui si aggiungono gli 1,2 milioni  già stanziati possono essere sufficienti se ai 30 di fondo nazionale del 2014 se ne aggiungono circa 18. Non pare dunque che i 14 milioni che verrebbero stanziati nell’assestamento di bilancio siano in grado di assicurare ai Comuni le quote di cofinanziamento incassate nel 2014, e sui quali hanno programmato i bilanci ed i servizi nel 2015. 
Gli aumenti dei finanziamenti sociali per il 2015 da parte dello Stato (vedi pagina 7), possono portare nelle casse regionali qualche milione di euro in più rispetto al 2014 (peraltro, occorre far notare, che la gran  parte degli interventi statali hanno destinazione vincolata e dunque non si tratta di un fondo indistinto); qualche altro milione può essere aggiunto dall’aumento delle quote sanitarie in alcuni servizi sociosanitari, ma si rimane comunque molto lontani dalle cifre occorrenti per finanziare gli interventi erogati dai Comuni  nel 2105
Le cifre indicate, purtroppo, non dunque sono rassicuranti, e confermano,  le nostre grandi preoccupazioni. Se si vogliono davvero coprire i bisogni sociali, ed evitare tagli da parte dei Comuni negli ultimi mesi dell’anno, la cifra indicata deve subire un consistente aumento.
 

martedì 15 settembre 2015

Fondo sociale regionale. E’ tempo di fatti

E’ tempo che senza indugio la Regione mantenga gli impegni e metta a disposizione dei Comuni i finanziamenti necessari per mantenere i servizi che si stanno erogando                                                                 



                          Presidente giunta regione Marche  
p.c. Membri Consiglio regionale 


Oggetto: Fondo sociale regionale 2015.   
         

          Gentile presidente,

          Le scriviamo in riferimento al ripristino del fondo sociale regionale 2015. Abbiamo urgenza di conferme riguardo il ripristino con le quote del 2014, tali da assicurare ai Comuni le quote di finanziamento per i servizi che stanno erogando nell’anno in corso.
          Abbiamo bisogno di certezze. All’indomani dell’approvazione della pdl di rendiconto 2014 dello scorso 7 agosto, avevate affermato che in quel provvedimento erano stati trovati i soldi per rifinanziare il fondo sociale così da assicurare ai Comuni l’erogazione dei servizi sociali. Successivamente, il linguaggio, ci pare, sia progressivamente mutato. I suoi riferimenti al finanziamento del fondo sociale sono stati sempre più sfumati (vedi ultimi due incontri provinciali di ascolto).  L’assessore al Bilancio Cesetti, a più riprese,  ha affermato che il finanziamento avverrà secondo i reali fabbisogni.

giovedì 3 settembre 2015

Ripristino fondo sociale. La Regione non disattenda gli impegni assunti

L’assessore al Bilancio, Cesetti (intervista odierna al Corriere Adriatico) ribadisce, dopo aver affermato che i conti della regione sono in ordine, un concetto già espresso nei giorni precedenti e ne aggiunge un altro non meno preoccupante. Per il sociale non si parla più di ripristino del fondo ma di “vedere i reali fabbisogni”. Afferma anche: “tra i tagli sul sociale e alla cultura c’è un problema da risolvere”. Non cominciamo a giocare con le parole. Questa è il quadro dei finanziamenti regionali 2014 confrontati con quelli del 2015.  Nel 2015 mancano più di 33 milioni di euro. Cesetti e Ceriscioli indichino se quel fondo non rispondeva a reali fabbisogni.
  

venerdì 24 luglio 2015

Osservatorio Marche, n. 46 del 23 luglio 2015 Il ripristino del fondo sociale regionale delle Marche torna in Consiglio. Impegno confermato al recupero. Da verificare l’entità del finanziamento

Nella seduta del Consiglio regionale del 21 luglio 2015 all’ordine del giorno è stata posta la mozione (n. 1) dei Consiglieri del Movimento 5 stelle (Pergolesi, Maggi, Fabbri, Bisonni, Giorgini) avente per tema il ripristino del fondo sociale “con le medesime somme di finanziamento del 2014”. 

martedì 14 luglio 2015

Centri diurni disabili. Il necessario ed urgente cambiamento

La lettera inviata al presidente della giunta regionale e alla direzione ASUR sulla situazione (standard, tariffa, bozza di convenzione, strumenti di valutazione) riguardante i Centri diurni disabili.

venerdì 3 luglio 2015

Delibera Fondo solidarietà. Le richieste di modifica

          Gentile presidente Ceriscioli,

          A breve dovrebbe venire sottoposto ad approvazione l’atto riguardante il cosiddetto fondo solidarietà; fondo previsto dalla Regione Marche a sostegno dei maggiori oneri a carico di utenti e comuni derivanti dalla applicazione delle delibere sui servizi sociosanitari (dgr 1011 e 1195/2013, 1331/2014).
          I contenuti delle ultime bozze che abbiamo potuto visionare (che non corrispondono sicuramente a quelle in via di approvazione) sono dal nostro punto di osservazione negative (di seguito alcune parti della ns nota dello scorso aprile). Successivamente, abbiamo appreso di alcune modifiche migliorative, in particolare sull’impegno, assunto nel testo, di definire - a partire dal 1 ottobre 2015  -  soglie Isee di compartecipazione a livello regionale.
          Fino a quella data, la bozza di delibera lascerebbe in vigore i criteri di regolamentazione definiti dai singoli Comuni.

giovedì 2 luglio 2015

La lettera alla presidente Boldrini che incontrerà domani il presidente Ceriscioli

-        Gentilissima Presidente


  Abbiamo appreso  che venerdì 3 luglio si incontrerà con il nuovo presidente della regione Marche. Le scriviamo chiedendo di porre all’attenzione al presidente Ceriscioli tre questioni che riguardano i servizi rivolti alla fasce più deboli della popolazione della nostra Regione.

-        la prima, riguarda il problema di cui è a conoscenza (dopo il presidio di familiari e associazioni nel Consiglio Comunale di Jesi dell’11 giugno) del sostanziale azzeramento del fondo sociale regionale 2015. Su un bilancio sociale di circa 34 milioni, ne sono stati messi a bilancio 1,2.  Mancano oltre 32 milioni di euro destinati a finanziare gli interventi sociali per le fasce più deboli della popolazione. Il mancato reintegro del fondo, come è facile capire, ha effetti devastanti per le persone e nuclei familiari più in difficoltà.  Il nuovo presidente Ceriscioli, ha preso su questo punto uno specifico impegno in campagna elettorale, ribadito con nettezza nel discorso di insediamento nella prima seduta del Consiglio regionale. Siamo certi che verrà mantenuto. E’ importante che una questione così importante, rimanga al centro della attenzione e ci auguriamo che nell’incontro di venerdì prossimo possa esserci l’occasione per ribadire l’impegno.

-        La seconda riguarda la preoccupazione espressa da un grande numero di organizzazioni (volontariato, utenti, cooperazione sociale) riguardo recenti interventi regionali  di regolamentazione dei servizi sociosanitari rivolti a persone con disabilità, soggetti con disturbi mentali, anziani non autosufficienti, persone con demenza. Un approccio che privilegia grandi strutture a danno dei modelli comunitari (in particolare nelle aree disabiltà e salute mentale), mettendo in crisi un sistema di servizi basati sulla prossimità e sulla distribuzione territoriale.

-        La terza, infine un deciso impegno a sostegno della domiciliarità così da consentire alle persone il diritto di scelta di poter continuare a vivere presso il proprio domicilio

Ringraziandola per l’attenzione, auspicando che detti temi possano essere oggetto dell’incontro con il presidente, cogliamo l’occasione per inviare i più cordiali saluti  


Campagna “Trasparenza e diritti”


2 luglio 2015

giovedì 18 giugno 2015

Regione Marche. Ripristino fondo sociale 2015

Campagna “Trasparenza e diritti” - Comitato Associazioni Tutela

18 giugno 2015

            -  Presidente Anci Marche
E  p.c.  -  Presidenti Comitati dei Sindaci


Oggetto: Regione Marche. Ripristino fondo sociale 2015

           
            Nei giorni scorsi le nostre associazioni si sono rivolte al nuovo presidente della regione Marche, Luca Ceriscioli, chiedendo di mantenere l’impegno volto al ripristino integrale del fondo sociale regionale.
Impegno che il presidente aveva assunto,  prima e rinnovato successivamente all’elezione.
Con la presente si invita ANCI Marche a sollecitare in tale direzione.
Disponibili ad ogni forma di collaborazione al riguardo si inviano cordiali saluti
              

     Per TeD e CAT

Roberto Frullini, Fabio Ragaini



Ripristino integrale fondo sociale 2015. Indispensabile che il presidente Ceriscioli confermi l’impegno e dia subito ampie rassicurazioni per il suo recupero

Il comunicato stampa di Campagna “Trasparenza e diritti” - Comitato Associazioni Tutela 

A più riprese durante la campagna elettorale e anche successivamente alla elezione il presidente Ceriscioli ha assicurato, anche alla Campagna “Trasparenza e diritti”,  di impegnarsi per il ripristino integrale del fondo sociale per l’anno 2015.  
Un impegno che chiediamo di assumere nuovamente nella prossima imminente prima seduta del Consiglio regionale sia al presidente che all’intero consiglio regionale.
Un atto indispensabile per cancellare la bruttissima macchia con cui si è conclusa la precedente legislatura. Una pagina che va chiusa in fretta, iniziandone una totalmente nuova che restituisca fiducia ai cittadini, alle organizzazioni che si battono a tutela delle fasce più deboli della popolazione e a quelle che gestiscono i servizi.
Come è noto nell’assestamento di bilancio del 9 aprile è stato impegnato poco più di un milione di euro contro gli oltre 30 del bilancio dell’anno precedente. Ed è chiaro che senza un rapido ripristino verranno messi in discussione importantissimi interventi sociali erogati dai comuni come ad esempio interventi domiciliari per minori, disabili, anziani, sostegno al reddito, interventi di contrasto alla povertà.
Senza il rapido ripristino del fondo a rischio non c’è solo l’erogazione di interventi e servizi a tutela della fascia più debole della popolazione riguardanti migliaia di persone e nuclei familiari, ma la rottura di un patto che lega cittadini e istituzioni.

Siamo certi, pertanto, che il presidente Ceriscioli, non deluderà le attese.

domenica 31 maggio 2015

I candidati che hanno sottoscritto le richieste di TeD

Sono 3 i candidati (in ordine di arrivo: Maggi, Ceriscioli, Mentrasti) che hanno sottoscritto le richieste di TeD.
Tra queste: ripristino fondo sociale, modifica delibere sui servizi sociosanitari, sostegno domiciliarità.

venerdì 22 maggio 2015

Le richieste di Trasparenza e diritti ai candidati presidenti della regione Marche


-        Ai candidati presidenti alla regione Marche

Francesco Acquaroli

Luca Ceriscioli

Gianni Maggi

 Edoardo Mentrasti

Gian Mario Spacca


      La Campagna “Trasparenza e diritti”, è nata nel 2012 al fine di promuovere lo sviluppo di servizi sociosanitari rivolti alle persone con disabilità,  anziani non autosufficienti, soggetti con disturbi psichici e con demenze. Persone che hanno necessità temporanee o permanenti di interventi sociosanitari.
      Le sottoscritte associazioni, a seguito del quadro che si è andato delineando con l’approvazione delle delibere (1011 e 1195/2013; 1331/2014) sui servizi sociosanitari e, da ultimo, al sostanziale azzeramento del fondo sociale regionale, chiedono ai candidati alla presidenza della regione Marche, un formale impegno da sottoscrivere entro il  31 maggio 2015.
In particolare l’impegno a:

- ripristinare per il 2015 il fondo sociale regionale con le stesse quote di finanziamento del 2014,

- modificare le delibera sui servizi socio sanitari (1011 e 1195/2013 e 1331/2014) in tema di servizi sociosanitari, al fine di: a) assicurare una corretta applicazione della normativa nazionale sui livelli essenziali di assistenza sociosanitaria, b) rivedere gli standard assistenziali e le relative tariffe di alcuni dei servizi indicati; in particolare quelli che (così come definiti) rendono insostenibili residenze di tipo comunitario (capacità recettiva di 10 posti);

- l’effettivo potenziamento degli interventi a sostegno della domiciliarità (assegni di cura, vita indipendente, cure domiciliari, …) così da consentire alle persone il diritto di scelta rispetto alla possibilità di poter continuare a vivere presso il proprio domicilio;

-        Sviluppare e potenziare servizi basati su modelli di tipo comunitario, collocati nei normali contesti di vita, nei quali sia centrale il riferimento alla qualità di vita delle persone, senza alcun sradicamento dal territorio e dalle relazioni di origine, rilevando nel contempo, con preoccupazione, segnali che sembrano portare la nostra Regione esclusivamente verso servizi di grandi dimensioni, con utenza intercambiabile e attenzione prevalente alle pratiche di gestione;

-        l’assicurazione e la garanzia di tutti i servizi e prestazioni previsti dai Livelli essenziali di assistenza sociosanitaria, con una articolazione territoriale che li renda effettivamente fruibili, alle stesse condizioni per l'utenza, in tutto il territorio regionale;

-        modalità di compartecipazione degli utenti, nel rispetto della vigente normativa, tali da rendere effettivamente possibile l’accesso ai servizi. Previsione di soglie isee ai fini della contribuzione al costo del servizio, definita a livello regionale, così da rendere omogeneo il criterio di contribuzione in tutto il territorio regionale;  

- il rispetto effettivo della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dal nostro Parlamento con legge 18/2009) in particolare in riferimento all’articolo 19, Vita indipendente ed inclusione nella comunità,  “Le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere; le persone con disabilità abbiano accesso ad una serie di servizi a domicilio o residenziali e ad altri servizi sociali di sostegno, compresa l’assistenza personale necessaria per consentire loro di vivere nella società e impedire che siano isolate o vittime di segregazione; i servizi e le strutture sociali destinati a tutta la popolazione siano messe a disposizione, su base di uguaglianza con gli altri, delle persone con disabilità e siano adattati ai loro bisogni";

-        il potenziamento dei servizi di valutazione e presa in carico  che vivono da anni una situazione di progressivo svuotamento e abbandono;

-        il recupero di una prassi di partecipazione di tutti gli attori dei servizi: da chi li fruisce a chi vi opera.

 Campagna Trasparenza e diritti 
Aderiscono. Tribunale della salute, Ancona, Unione italiana lotta distrofia muscolare (Uildm), Ancona, Cooperativa Progetto Solidarietà, Senigallia (An), Cooperativa Papa Giovanni XXIII, Ancona; Ass. nazionale genitori soggetti autistici (Angsa Marche), Ancona, Ass. Il Mosaico, Moie di Maiolati (An), Gruppo Solidarietà, Moie di Maiolati (An), Fondazione Paladini, Ancona, Ass. Tutela salute mentale Vallesina, Jesi, Cooperativa Grafica & infoservice, Monte san Vito (An), Confcooperative Federsolidarietà (Marche),  Cooperativa Casa Gioventù, Senigallia (An), Progetto Area, Ancona; Ass. La Rondine, Ancona, Rete diritti operatrici/tori sociali, Ancona; Centro H, Ancona, Anglat Marche. Cooperativa “Amore e Vita”, Ancona, Fondazione Arca Senigallia, Ass. familiari Alzheimer, Fano.



sabato 25 aprile 2015

Siamo tutti responsabili!? Lettera aperta alla “comunità marchigiana”

Questa lettera è pervasa di una grande amarezza. Ammettiamo di avere qualche difficoltà, in questo momento, a nutrire speranza. Forte è la sensazione di una profonda sconfitta. Tentiamo di spiegarci. La legislatura regionale si chiude in un quadro drammatico per il settore sociale. Sia per quanto riguarda l’entità della riduzione di bilancio, sia per come tutta la vicenda si è consumata. Ciò si aggiunge alla nuova regolamentazione sui servizi sociosanitari che avrà pesanti ripercussioni su alcuni interventi.
In una situazione di pressoché totale disinteresse collettivo, ci si è trascinati per mesi, in attesa di un bilancio regionale 2015, continuamente rimandato. L’esito, a legislatura pressoché conclusa, è il sostanziale azzeramento del  finanziamento regionale per il sociale.  Mancano circa 30 milioni di euro. Gli effetti saranno pagati duramente dalle fasce più deboli della popolazione, coloro che hanno necessità e urgenza di interventi sociali. Una cosa è certa:  non si troveranno i responsabili. Perché in ordine di responsabilità c’è “la crisi”, le politiche europee, quelle di risanamento, il governo, la regione,  i comuni, il comune.
Se la causa prima è, certo, il taglio di oltre 4 miliardi del governo (legge stabilità 2015) alle Regioni, l’effetto ultimo sarà quello descritto. La Regione non ha dunque responsabilità, meno che meno i Comuni.  Ognuno subisce, passivamente, gli effetti. Tutti fanno mostra di responsabilità. 
Ma quali azioni hanno messo in campo gli uni e gli altri per contrastare questa deriva? C’era consapevolezza dei rischi riguardo il mantenimento dei servizi per le fasce più deboli della popolazione? Di fronte ad un taglio che avrebbe messo in ginocchio gli interventi di una Regione, con l’azzeramento del finanziamento di un intero settore, quali azioni sono state intraprese? Di fronte ad una proposta (dicembre 2014) di bilancio regionale 2015 a zero cifre, quali iniziativeeffettive, sono state prese dai Comuni e dalle sue forme di rappresentanza? 
E’ sbagliato affermare che né Regione, né Comuni hanno fatto tutto quello che era nelle loro possibilità per contrastare questo esito?

martedì 14 aprile 2015

No alla tassa sulla indennità di accompagnamento, No all'aumento delle rette

PARTECIPA ALLA PETIZIONE


Ciao,
La delibera che entro questa settimana la Regione Marche emanerà sul Fondo di Solidarietà e convenzione tra ASUR e gestori  di servizi sociosanitari, non sostiene, come dichiarato le maggiori spese degli utenti dei servizi sociosanitari (disabili, demenze, disturbi psichici, anziani non autosufficienti), ma si trasforma in un canale di compensazione per i Comuni. La delibera obbliga utenti anche con reddito zero a contribuire, prevedendo  una sorta di tassa sull'indennità di accompagnamento. Per migliaia di anziani non autosufficienti e persone con demenze, ricoverati presso le residenze sociosanitarie si legittima un aumento del 50% della retta prevista

RITENIAMO TUTTO QUESTO  UNA INGIUSTIZIA. UN PROVVEDIMENTO A DANNO DEI PIU’ DEBOLI
Premiamo per  modificare questo provvedimento, chiediamo in tanti di cambiarlo
SE SEI D'ACCORDO INOLTRA, NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE, QUESTA MAIL AGLI INDIRIZZI CHE TROVI SOTTO, FIRMANDOTI.
RICORDA dI FARLO CON IL TASTO "INOLTRA " E TAGLIANDO QUESTA INTRODUZIONE.
POI GIRALA IL PIU' POSSIBILE AI TUOI CONTATTI PER POTER FARE LA STESSA COSA.

Messaggio inviato ed scritto da "CAMPAGNA TRASPARENZA  E DIRITTI" 

IMPORTANTE inviare comunicazione dell’effettuato invio a trasparenzaediritti@gmail.com


- Gian Mario Spacca, presidente della giunta regionale
- Luigi Viventi, Assessore Servizi sociali
- Pietro Marcolini, Assessore Bilancio
- Almerino Mezzolani, Assessore Salute

Modificare la delibera sul fondo solidarietà. No alla tassa sulla indennità di accompagnamento, no all’aumento delle rette
    La bozza di delibera
​​
in oggetto che dovrebbe sostenere utenti e Comuni per le maggiori spese causate dalle recenti delibere regionali sui servizi sociosanitari, obbliga utenti anche con redditi (valori Isee) pari a zero, a contribuire obbligatoriamente anche quando non previsto da precedenti regolamenti comunali. Si tratta di una vera e propria tassa sulla indennità di accompagnamento (0,70 euro per ora di frequenza centro diurno). La delibera, rinnegando le precedenti impostazioni,  lascia totale margine ai comuni rispetto ai criteri di contribuzione ma contemporaneamente fissa un obbligo di compartecipazione sulle ipotetiche soglie fissate dai Comuni.
    Si permette poi ai gestori delle residenze protette per anziani non autosufficienti e demenze di poter aumentare le rette a carico degli utenti fino al 50% della quota (da 33 euro a 49). 
    nel condividere le richieste della Campagna “Trasparenza e diritti”chiedo pertanto, di modificare la delibera, prevedendo di
- fissare una soglia isee sotto la quale c’è esenzione dalla contribuzione e definire fasce di contribuzione vali de per tutto il territorio regionale
- non prevedere quote aggiuntive a carico degli utenti oltre quelle già definite
  

nome
cognome
luogo residenza

se anche a nome di associazione aggiungere anche quello  

scarica il testo della petizione 

domenica 12 aprile 2015

Bilancio regionale. La supposta filantropia della sanità. Prima toglie al sociale con i suoi pesanti effetti, ora regala?

la questione della premialità della sanità, 12 milioni di euro, che verrebbe trasferita al sociale con la variazione di bilancio è davvero incredibile e stucchevole.Prima "affamano" il sociale nei servizi sociosanitari, riducendo le quote sanitarie di competenza, sottostimando i costi, oppure non assumendole per nulla (come l’assistenza tutelare nelle cure domiciliari). Caricando così su utenti e Comuni oneri di competenza sanitaria. Una situazione che ha prodotto anche una interrogazione parlamentare. Ora (vedremo quando e come) il cosiddetto sociale diventerebbe addirittura oggetto della beneficienza della sanità.

sabato 11 aprile 2015

Basta con la propaganda sulla pelle dei più deboli

Caro Spacca, cari tutti, basta con la propaganda sulla pelle dei più deboli. Un vanto che non vi appartiene. C’è stato bisogno di una ingente mobilitazione organizzata in due giorni, da uno sparuto gruppo di piccole associazioni, dopo aver visto la pdl di variazione della giunta del 30 marzo e il testo uscito dalla Commissione bilancio che prevedeva risorse zero per il sociale. Vi abbiamo mostrato le tabelle con tutti quei ripetuti zero. Se avete cambiato lo si deve alla massiccia pressione dal basso che avete ricevuto. Altrimenti lo avreste fatto prima.

Dal comunicato del presidente Spacca. “Il governo regionale si è fatto carico delle esigenze di sicurezza e dei bisogni sociali della comunità regionale. Con il reperimento, in extremis, di 12 milioni per i servizi sociali per i quali mi sono personalmente speso, si mettono a disposizione delle fragilità e del disagio ulteriori, importantissime risorse”.

 

giovedì 9 aprile 2015

Ci riguarda. Perché oggi era fondamentale esserci

Circa 200 persone hanno manifestato su iniziativa della Campagna “Trasparenza e diritti” e del “Comitato Associazioni Tutela”, oggi in occasione della seduta del Consiglio regionale con all'ordine del giorno l’esame e la votazione della variazione di bilancio 2015. Un presidio per denunciare il taglio pesantissimo dei fondi regionali sociali. Qui, un sinottico con i fondi 2015 rapportati con quelli 2014. Una situazione come denunciato in occasione della promozione della manifestazione inaccettabile e insostenibile. Accanto alla cancellazione  del taglio le associazioni hanno chiesto una radicale modifica della impostazione della bozza riguardante il fondo solidarietà, che rischia, invece di alleviare, di aumentare gli oneri a carico degli utenti dei servizi sociosanitari (disabilità, demenze, salute mentale, anziani non autosufficienti).   Vedremo nell’uno e nell’altro caso se nei pochi giorni rimasti per la fine della legislatura ci saranno le risposte attese. “Trasparenza e diritti” e Comitato Associazioni Tutela, monitoreranno, valuteranno e verificheranno. Se, come già è stato fatto notare, tra pochi giorni finisce la legislatura, non hanno termine le esigenze delle persone.

Il video



lunedì 6 aprile 2015

Taglio al fondo sociale. Non si poteva fare di più, come afferma Spacca, o non si poteva fare di peggio? Bilancio 2015. La proposta della giunta conferma il sostanziale azzeramento dei fondi sociali. La manovra in Consiglio giovedì prossimo per approvazione definitiva Appuntamento giovedì 9 aprile alle 10.00 nella sede del Consiglio regionale contro la manovra regionale

La proposta di bilancio regionale 2015 (pdl 266), conferma  le peggiori previsioni rispetto al bilancio 2015 riferito ai servizi sociali. Si tratta di un sostanziale azzeramento del fondo*. Nel comunicato stampa del presidente Spacca successivo alla approvazione del Bilancio si affermava È un atto di grande responsabilità e di estrema correttezza che recupera marginalità del bilancio e risorse accantonate o premialità che avrebbero dovuto essere spese ad esempio per la sanità ma vengono impiegate nel sociale, consentendo di mantenere gli impegni più urgenti assunti negli incontri avuti con le parti sociali. Invisibile la responsabilità al pari delle risorse che verrebbero impiegate nel sociale. L’unica cosa tangibile e verificabile è il mancato rifinanziamento di leggi regionali riguardanti persone con disabilità, infanzia, famiglia, detenuti, insieme ad altri interventi sociali. Una situazione di assoluta insostenibilità, invisibile solo a quanti non si rendono conto degli effetti su migliaia di cittadini fragili che hanno assoluta necessità di interventi e servizi sociali e sociosanitari. 
Il rimando, da parte del presidente Spacca, ad una successiva manovra del nuovo governo regionale è lontana dall’apparire un atto di responsabilità, appare invece l’ennesimo tentativo di scaricare su altri le proprie responsabilità. Altri che tenteranno poi  di dire che la colpa non è la loro ma di chi c’era prima; oltre che del governo nazionale, della cui compagine quello regionale fa parte. 
Non cadremo in questa trappola. All’assemblea chiediamo una modifica sostanziale della pdl della giunta attraverso il recupero delle quote di bilancio degli interventi che tutelano le categorie più deboli (minori, disabili, sostegno al reddito, ecc..) ed i fruitori dei servizi sociosanitari (domiciliari, diurni e residenziali) insieme ad una radicale modifica della bozza di delibera su fondo solidarietà e accordo contrattuale. 
Per questo motivo giovedì 9 presidieremo il Consiglio regionale con l’obiettivo di far modificare la proposta ma anche di denunciare le ambiguità e responsabilità regionali 

Giovedì 9 aprile, ore 10.00, in Consiglio regionale per 
- chiedere modifiche alla legge di bilancio 
- rivedere la bozza di delibera su fondo solidarietà per evitare aumento rette a carico degli utenti

Qui, la pdl 266 della giunta; si può confrontare lo stanziamento 2015 con quello 2014, con riferimento alle tabelle di finanziamento regionale

lunedì 30 marzo 2015

Ripristino Fondo sociale. Adesione al presidio di Cgil, Cisl e Uil. Ma per evitare rette “insostenibili per disabili e anziani” bisogna modificare la proposta regionale su fondo solidarietà e accordo contrattuale

Piena adesione al presidio regionale di Cgil, Cisl, Uil e previsto per martedì 31 marzo in concomitanza con il Consiglio regionale, volto ad evitare i pesantissimi tagli al bilancio regionale anche nel settore sociale, con gravissime ricadute sul sistema dei servizi. Il taglio paventato sarebbe, come è chiaro, inaccettabile e insostenibile. Una riduzione che andrebbe a colpire proprio le fasce di popolazione più deboli, già pesantemente penalizzate dalla crisi di questi anni.

Ma il ripristino del fondo sociale non garantisce che gli aumenti delle rette  scattati  da gennaio 2015 (in alcuni casi già in vigore, in altri no), che gravano su migliaia di utenti dei servizi diurni e residenziali sociosanitari (disabilità, demenze, salute mentale, anziani non autosufficienti), vengano coperti dai fondi regionali che verrebbero trasferiti ai Comuni con il cosiddetto fondo di solidarietà. Ad esempio, solo per le residenze sanitarie per anziani da gennaio si è avuto un aumento del 30%, pari a 285 euro mese. La bozza della delibera, che verrà approvata dopo la variazione di bilancio, non garantisce in alcun modo tutti gli utenti che si sono visti aumentare le rette a loro carico. Gli utenti di alcune  tipologie di servizio non ne potranno usufruire. I criteri di  esenzione e contribuzione verranno ancora definite dai Regolamenti di ogni singolo Comune, lasciando così permanere una situazione di disomogeneità ed incoerenza.

Se non verrà modificata, confermerà la totale situazione di discrezionalità dei regolamenti comunali e facilmente si trasformerà in un canale di compensazione per i Comuni, e non un sostegno agli utenti per il pagamento delle rette. Anche la bozza di accordo contrattuale apre la strada alla possibilità che i soggetti gestori possano aggiungere (a fronte della riduzione dei finanziamenti o per ragioni mercantilistiche) prestazioni  a pagamento oltre le rette già previste.

Appare dunque indispensabile che, a fianco del ripristino del fondo sociale nel bilancio 2015, si modifichino le bozze di questi provvedimenti. Perché se anche gli oltre 30 milioni di euro per i servizi sociali del bilancio 2014 venissero confermati, ma non muterà l’impianto della delibera, verrà comunque confermato l’insostenibile aumento delle rette a carico degli utenti che fruiscono dei servizi sociosanitari (insieme all’abbassamento degli standard di qualità). Servizi che, vale la pena ricordarlo, rientrano all’interno dei livelli essenziali delle prestazioni sociosanitarie che servizio sanitario ed enti locali, è bene che non lo dimentichino, devono assicurare ai cittadini. 

mercoledì 25 marzo 2015

NON SI METTA LA PAROLA FINE AI SERVIZI SOCIALI NELLE MARCHE

25 marzo 2015

             -          Presidente e componenti Giunta regionale
             -          Consiglieri regionali
 E p.c.  -     Parlamentari Marche
           


         Se venisse confermata l’ipotesi di un taglio del 50% del fondo sociale regionale, per una cifra pari a 15-18 milioni di euro si segnerebbe un punto di non ritorno non solo riguardo la riduzione o l’azzeramento della gran parte dei servizi, ma anche rispetto agli assetti organizzativi degli Ambiti territoriali.
         Una situazione insostenibile per l’intero settore con ricadute pesantissime sugli utenti dei servizi.
         Per l’ennesima volta, ci appelliamo alla responsabilità di Giunta e Consiglio, affinché non si determini la situazione prospettata che segnerebbe una rottura del patto di solidarietà che lega i cittadini di questa nostra Regione.
        
                                                           Per le associazioni
                  Roberto Frullini, Fabio Ragaini, Giorgia Sordoni, Samuele Animali


domenica 15 marzo 2015

Regione Marche. No al taglio del Fondo sociale e radicale modifica della delibera sul fondo di solidarietà

Nei prossimi giorni vedremo se effettivamente la regione Marche e l’intera maggioranza che sostiene il governo regionale sostiene le fasce più deboli della popolazione che necessitano di interventi sociali e sociosanitari. 
Come abbiamo già scritto nessuna rassicurazione è venuta circa il paventato taglio di diversi milioni di euro a carico del fondo sociale con il quale si finanziano interventi rivolti a minori, disabili, anziani, persone e famiglie povere. Un taglio che determinerebbe una ulteriore riduzione dei servizi rivolti ai cittadini più deboli. Un taglio inaccettabile e insostenibile. Chiamati più volte in causa, né il presidente Spacca, né l’assessore Viventi rispondono. Una risposta che ci attendiamo anche dal segretario del partito di maggioranza, Comi,  e dal candidato governatore Ceriscioli. Gli atti amministrativi dimostreranno se e quanto l’attuale governo regionale tiene ai soggetti più in difficoltà. 
La seconda fonte di preoccupazione riguarda un’altra delibera, il cosiddetto fondo di solidarietà,  che verrà approvata nei prossimi giorni dalla giunta regionale. Il fondo dovrebbe sostenere le maggiori spese di utenti (disabilità, anziani, demenze, salute mentale) e Comuni dopo la riduzione del finanziamento sanitario in alcuni servizi diurni e residenziali. La bozza, mai inviata nonostante le reiterate promesse alle rappresentanze degli utenti, si presenta come un gran pasticcio e desta grandissima preoccupazione perché impedisce una contribuzione omogenea in tutto il territorio regionale con regole certe per i cittadini, non prevede esenzione alla contribuzione per le persone che non hanno redditi, non include tutti i potenziali beneficiari e in alcuni casi prevede (invece di ridurli) maggiori oneri per gli utenti. 
 Su entrambe le questioni, rilevantissime per migliaia di cittadini e loro familiari, ci aspettiamo, da subito, segnali inequivocabili a tutela delle persone. 


campagna trasparenza e diritti 
comitato Associazioni tutela